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L’invoice trading come risposta alla prolungata riduzione del credito alle imprese

L’invoice trading come risposta alla prolungata riduzione del credito alle imprese

Invoice trading

La risposta dell’invoice trading alla prolungata riduzione del credito alle imprese

Gli effetti positivi e negativi del credit-crunch sulle PMI: gli imprenditori imparino a gestire il capitale circolante

 

Le conseguenze della prolungata riduzione del credito alle imprese

Che, complice la recente crisi, le banche abbiano drasticamente ridotto l’erogazione di finanziamenti alle PMI italiane è ormai un dato di fatto.

Ma quali sono nella pratica le conseguenze di questa prolungata riduzione del credito alle imprese?

Ne abbiamo delineate tre, alcune positive, altre decisamente meno:

1) il credit crunch ha certamente indotto un fenomeno diffuso di sostituzione del debito con i capitali propri, immessi dall’esterno o trattenuti dall’autofinanziamento. Da anni, nei bilanci depositati si registra una costante riduzione dei rapporti debito/equity proprio sulle piccole e medie imprese. Questo movimento di riequilibrio è positivo e farà sentire i suoi effetti nel tempo;

2) la forte riduzione del credito bancario ha intaccato notevolmente il polmone di liquidità a cui gran parte delle imprese ricorrevano tipicamente, sia per esigenze di tesoreria temporanee, sia per finanziare squilibri economici e fiscali più strutturali. Questa riduzione non fa altro che rendere ancora più vulnerabili le imprese con scarsa liquidità, inducendole quelle più sane tra loro, a detenere liquidità in dosi spesso eccessive;

3) la minore flessibilità indotta dal calo del credito scarica il fabbisogno di capitale di funzionamento sempre più sulla gestione del capitale circolante. Per le grandi imprese è certamente più facile manovrare il capitale circolante e ottenere un significativo finanziamento semi-gratuito dai fornitori; questo principalmente in virtù della loro forza contrattuale nel dettare le condizioni e tempi di pagamento. Alle piccole e micro imprese, invece, che sono maggiormente esposte a tempi di incasso molto lunghi, non potendo governarne le logiche sottostanti, non resta che generare liquidità mediante il ricorso automatico al debito verso l’Erario.

Il problema attuale è che con l’arrivo dei sistemi di allerta del Codice della Crisi anche la soluzione di un ricorso eccessivo al debito fiscale tenderà a chiudersi e trasformarsi in un pericolo.

 

Un fenomeno diffuso in tutta Italia

Lo spunto per una lettura più accurata di diversi aspetti economici e finanziari ci è offerto dall’ultimo rapporto pubblicato dalla Banca d’Italia per le Economie Regionali.

La finestra sul credito, disaggregata per regione, consente ad esempio di apprezzare alcuni fenomeni di assoluta rilevanza:

- lo stock totale di credito alle imprese è sceso tra dicembre 2018 e giugno 2019 di altri 21 miliardi (da 759 miliardi a 737) pari al 2,8%;

- nel quadrilatero Piemonte-Lombardia-Veneto-Emilia Romagna -che insieme rappresenta il 56% del credito bancario erogato in Italia- il calo è stato di ben 12,7 miliardi e come evidenziato nel 1° grafico prosegue un trend evidenziato dal 2016;

- solamente in 4 regioni (Lazio, Friuli VG, Basilicata e Trentino) sono state registrate crescite del credito. In tutte le altre il calo percentuale sull’anno precedente è rilevante con punte negative in Liguria (-4,8%) e Umbria (-3,1%).

Ancora più significativa la differenza tra il totale delle imprese e il sotto-segmento delle piccole imprese (sotto i 20 addetti) dove si registrano trimestre dopo trimestre dei cali molto importanti.

La continuità delle serie storiche sembra ormai testimoniare in modo inequivocabile uno sganciamento del rapporto tra sistema bancario e micro-piccole imprese, con riduzioni percentuali che sono decisamente più marcate del calo di domanda del credito provocato dalla bassa crescita economica. Le riduzioni sono distribuite su tutto il territorio nazionale, ma i valori sono particolarmente pesanti in Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Marche e persino in Lombardia.

Le motivazioni di questo allontanamento del credito possono essere molteplici e in buona misura si originano dal trattamento di vigilanza dei rischi - reso più oneroso dalle ultime normative (IFRS9 e AQR) - che in sostanza rende il credito frammentato alle piccole imprese poco remunerativo anche applicando tassi più elevati.

Per cui, bassa redditività e alto costo del rischio, rappresentano le due facce della stessa medaglia.

 

L’invoice trading, una soluzione veloce e sicura

Rimane pertanto aperta solo la strada di una maggiore velocità (e sicurezza) nell’incasso dei crediti commerciali attraverso la cessione dei crediti commerciali. Una soluzione, questa, che è sempre più disponibile anche per importi ridotti e per società di medio-piccola dimensione.

Questo è esattamente il servizio offerto da DocuMI attraverso AnticipaMI, l'innovativo servizio di anticipo fatture digitale completamente integrato con la soluzione di fatturazione elettronica YouDOX, che consentirà alle imprese di accedere a liquidità immediata cedendo le proprie fatture non scadute su un marketplace a cui partecipano investitori istituzionali.

Un servizio online, veloce e utilizzabile in modo assolutamente flessibile, senza obblighi ne vincoli.

AnticipaMI è la soluzione ideale per tutte quelle PMI alla ricerca di un canale di accesso al credito meno rigido e vincolante dei factoring tradizionali e delle banche. Imprese che vogliono proteggersi dal rischio dei ritardi di pagamento, migliorare il proprio bilancio e disporre delle risorse per far crescere il business.

I tuoi clienti hanno tempi di pagamento troppo lunghi? Non puoi aspettare 60 o 90 giorni e hai bisogno di liquidità immediata? Scopri tutti i vantaggi di attivare gratuitamente AnticipaMI!

Visita la pagina del servizio al link https://www.youdox.it/anticipo-fatture/ e contattaci per maggiori informazioni.

AnticipaMI è un servizio erogato in collaborazione con la fintech italiana Workinvoice. Scopri di più nel comunicato dedicato al lancio del servizio!

AnticipaMI: dalla fatturazione elettronica alla cessione dei crediti commerciali con un solo clic

AnticipaMI: dalla fatturazione elettronica alla cessione dei crediti commerciali con un solo clic

Anticipo fatture digitale YouDOX

 

AnticipaMI: dalla fatturazione elettronica alla cessione dei crediti commerciali con un solo clic

Dalla partnership tra DocuMI e Workinvoice nasce AnticipaMI, l’innovativo servizio di anticipo fatture digitale che integra in unico prodotto i servizi di fatturazione elettronica, analisi del rischio, gestione dei crediti commerciali e cessione del credito. AnticipaMI consentirà alle PMI italiane di incassare subito le loro fatture ottenendo liquidità immediata. Con una sola operazione (e un solo costo) sarà possibile anticipare l’incasso delle fatture e proteggersi dal rischio dei ritardi di pagamento. Ottenere liquidità immediata per la propria azienda sarà finalmente a portata di click.

 

E' nato AnticipaMI, il servizio DocuMI e Workinvoice per fornire liquidità alle imprese

Un unico prodotto che permette alle imprese di avere agevolmente il controllo completo del credito commerciale dalla fatturazione fino all’incasso, con pochi clic e attraverso un processo snello e completamente digitale.

Si chiama AnticipaMI ed è il servizio di anticipo fatture digitale nato dall’integrazione tra YouDOX, la piattaforma di fatturazione elettronica e conservazione a norma di DocuMI scelto da oltre 275.000 operatori economici in Italia, e Workinvoice, la fintech italiana pioniera nello scambio di crediti commerciali.

Il servizio rappresenta una novità assoluta rispetto sia alle soluzioni attuali digitali di invoice trading e sia rispetto all’anticipo fatture bancario e al factoring tradizionale, in quanto metterà a disposizione delle imprese in un’unica dashboard una soluzione integrata di fatturazione elettronica, gestione e anticipo del credito che consentirà alle imprese di:

  • Disporre di uno strumento di finanza flessibile che permetta di scegliere quante e quali fatture cedere, anticipando l’incasso di solo ciò di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e senza contratti a lungo termine;
  • Alleggerire la propria esposizione finanziaria verso le banche grazie ad un nuovo canale di liquidità, di natura non bancaria e che non comporta alcuna segnalazione in Centrale Rischi;
  • Migliorare il proprio bilancio e il rating bancario e avere più cassa, per fare fronte alle scadenze e cogliere così nuove opportunità di business;
  • Concedere ai clienti maggiori dilazioni di pagamento, senza rinunciare all’incasso immediato, e pagare subito i fornitori, ottenendo così condizioni economiche più vantaggiose;
  • Esternalizzare la gestione del credito e snellire la macchina amministrativa, senza dover più «inseguire» il debitore affinché sia regolare nei pagamenti.

Le aziende potranno così usufruire di un processo di cessione del credito commerciale estremamente snello e semplice: una volta selezionata la fattura da cedere, ed analizzati i debitori ed i crediti per definire l’esigibilità e la certezza del credito, questa verrà ceduta agli investitori istituzionali e l’impresa otterrà in il 90% del valore nominale del credito in 48 ore (il saldo al pagamento della fattura da parte del cliente).

Inoltre, l’analisi dei debitori e la valutazione predittiva del rischio messe a punto da Workinvoice permetteranno alle imprese di avere più informazioni utili per selezionare i clienti con cui lavorare.

 

Una partnership, quella con Workinvoice, che ci consente di rafforzare ulteriormente il rapporto di fiducia con la nostra customer base, mettendo allo stesso tempo al centro dello sviluppo di DocuMI soluzioni a valore aggiunto a supporto della crescita del business dei nostri clienti”Federico Rostagno, CEO DocuMI

 

Invoice trading: l'alternativa a banche e factoring più semplice e flessibile

La mancanza di liquidità costringe le aziende a disperdere moltissime energie nel controllo dei flussi di cassa, nella continua ricerca di risorse finanziarie e nella gestione dei crediti commerciali, a tutto discapito della crescita del proprio business. E il ricorso al credito bancario – che dovrebbe rappresentare una soluzione efficiente per far fronte ai problemi di liquidità – troppo spesso si arena tra tempistiche eccessivamente lunghe e complessità burocratiche legate alla valutazione del merito creditizio.

È in questo scenario che l’invoice trading offre una soluzione complementare alle banche per riequilibrare l’esigenza di liquidità da un lato e i tempi di incasso effettivi dall’altro in maniera semplice e flessibile. Ma offre anche evidenti vantaggi in termini di flessibilità rispetto al factoring, in quanto non richiede alcun impegno a cedere tutte le fatture e accetta anche singole fatture di importo normalmente ridotto (5.000-10.000€).

 

“Grazie a questo accordo con DocuMI aggiungiamo un nuovo elemento alla strategia di convergenza digitale con operatori che forniscono servizi di eccellenza alle PMI e che come noi credono in una digitalizzazione più spinta dei processi gestionali, contabili e finanziari. L’impatto del lockdown sul sistema italiano è ancora da valutare e assorbire, ma sicuramente ha evidenziato l’importanza di soluzioni rapide e digitali al fabbisogno finanziario delle imprese.”– Matteo Tarroni, CEO di Workinvoice

 

Contattaci

Le tue fatture hanno tempi di pagamento di mesi? Il credito bancario non è sufficiente o vuoi migliorare il tuo rating? Hai bisogno di liquidità immediata?

AnticipaMI è servizio integrato con YouDOX che ti consentirà di sbloccare la liquidità delle tue fatture, incassandole subito e risolvendo il problema legato ai tempi di pagamento.
Direttamente da YouDOX accederai a un marketplace in cui cedere i tuoi crediti commerciali non scaduti in modo completamente digitale, veloce e flessibile.

Scopri il servizio al seguente link oppure Contattaci per maggiori informazioni!

 

Invoice financing Vs factoring tradizionale: quali differenze?

Invoice financing Vs factoring tradizionale: quali differenze?

 

Invoice financing

Invoice financing Vs factoring tradizionale: quali differenze?

Invoice financing e factoring appartengono a quella parte di finanza alternativa in grado di garantire flussi di cassa continui alle imprese tramite la cessione delle fatture non scadute. Vediamo insieme quali sono le principali differenze fra i due modelli di cessione dei crediti commerciali e perché l’invoice financing rappresenta lo strumento che meglio si adatta alle necessità delle PMI.

 

Il credit crunch e le risposte della finanza alternativa

Nell’ultimo decennio le imprese italiane hanno assistito ad una riduzione graduale, ma costante, dell’erogazione di finanziamenti da parte di banche e istituti finanziari.

La tendenza negativa di flussi alle aziende italiane ha caratterizzato il periodo 2011-2019 e, nello specifico, a giugno 2019 i prestiti bancari alle imprese non finanziarie hanno registrato un -6,4% sull’anno precedente, per un totale di 45 mld di crediti in meno in 12 mesi. [1]

Nel 2020 e in prospettiva, per le PMI italiane, l’accesso al credito attraverso i canali tradizionali rappresenta ancor più una chimera.

Ecco allora che la crescita preponderante del Fintech da un lato e l’evidente necessità, da parte delle imprese, di identificare canali alternativi di ottenimento della liquidità dall’altro hanno generato un’inevitabile e crescente interessamento del mondo imprese alle offerte che giungono dall’ecosistema della finanza alternativa.

In particolare sia invoice financing che factoring tradizionale sono in grado di garantire flussi di cassa continui alle imprese tramite la cessione delle fatture.

Tali modelli di cessione dei crediti commerciali però presentano significative differenze, a fronte delle quali l’invoice financing tramite piattaforme digitali, come vedremo, si rivela essere una soluzione decisamente più innovativa, flessibile, veloce ed efficiente.

 

Invoice financing e factoring tradizionale: quali differenze?

Il factoring rappresenta una forma di finanza alternativa indubbiamente consolidata: basti pensare che già nel periodo dal 2007 al 2013, secondo i dati raccolti da Assifact, le aziende italiane che hanno fatto ricorso al factoring sono aumentate del 25% e che dal 2014 al 2016 la crescita è stata costante.

Nel factoring un’azienda tendenzialmente cede interi pacchetti di crediti commerciali, presenti e futuri, ad una società finanziaria specializzata (factor), che li acquista direttamente e che ne assume anche l’incarico di gestione amministrativa.

Con il factoring, infatti, l’azienda cede un flusso almeno annuale di crediti verso determinati clienti al factor, che lo finanzia ricevendo come riconoscimento gli interessi oltre ad una commissione di gestione.

 

Nel factoring tradizionale:

  • il compratore è unico;
  • esiste un impegno predeterminato;
  • a livello di costi, sono previste commissioni fisse e variabili legate alla gestione amministrativa svolta, oltre al tasso d’interesse finanziario;
  • se effettuato con ricorso (pro-solvendo), come l’anticipo bancario, non elimina il rischio di insolvenza del debitore, che rimane infatti in capo all’azienda che resta titolare del credito;
  • se effettuato senza ricorso (pro-soluto) prevede un aumento significativo dei costi;
  • è prevista la segnalazione in Centrale Rischi, il che limita la successiva capacità contrattuale dell’impresa cedente.

Tra le soluzioni più innovative all’interno dell’ecosistema Fintech invece acquista sempre più successo, in Italia ed in Europa, l’invoice trading o invoice financing, che consiste nella monetizzazione dei crediti commerciali non ancora scaduti tramite piattaforme digitali che consentono la cessione degli stessi ad investitori professionali.

L’invoice financing nasce in UK, dove ha superato 1 miliardo di sterline scambiate, ma attira l’interesse di sempre più aziende in Italia e in Europa alla ricerca di canali alternativi veloci, digitali e flessibili con i quali smobilizzare il proprio credito per accedere a liquidità immediata.

 

Nell’invoice financing:

  • la cessione del credito avviene online su piattaforme web gestite da operatori fintech, che incassano le commissioni di mediazioni per il servizio, ma non gli interessi;
  • l’acquirente è un investitore professionale o istituzionale in competizione con altri investitori che gareggiano in asta;
  • la cessione dei crediti avviene in modo snello, semplice e completamente digitale;
  • l’impresa non deve sottostare ad alcun impegno predeterminato, potendo scegliere di cedere anche solo una singola fattura in base alle esigenze;
  • le operazioni di cessione non sono segnalate in Centrale Rischi;
  • tipicamente la cessione prevede un acconto del 90% nel giro di 48-72 h e il restante 10% al saldo della fattura al netto del tasso di sconto previsto. L’importo della commissione da pagare alla piattaforma varia tendenzialmente tra lo 0,4% e lo 0,9% a seconda della durata del credito.

Considerando che nell’invoice financing viene valutato principalmente il merito creditizio del debitore e non quello dell’azienda richiedente, esso rappresenta una reale soluzione al bisogno di liquidità anche per tutti quei soggetti a cui gli istituti bancari tradizionali negano credito aggiuntivo.

 

Invoice financing: lo strumento ideale per PMI in cerca di liquidità

In virtù delle sue caratteristiche l’invoice financing rappresenta indubbiamente lo strumento che meglio si adatta alle necessità delle molte PMI bisognose di liquidità, ma che sperimentano limitazioni nell’accesso al credito tradizionale nonostante la qualità del loro portafoglio clienti, in quanto:

  • flessibile, poiché offre la possibilità di cedere anche una singola fattura;
  • in grado di abbattere il rischio di mancato pagamento, grazie alla clausola pro-soluto con cui il rischio di insolvenza del cliente viene trasferito al cessionario;
  • in grado di facilitare la concessione di altri finanziamenti bancari, non incidendo sulla Centrale Rischi.
  • estremamente rapido: fornisce liquidità all’impresa nel giro di 48 ore;
  • trasparente, in quanto i costi sono pubblici ed effetto di una contrattazione tra venditore e compratore.

 

In risposta ad un mercato del credito non più all’altezza delle aspettative delle imprese, YouDOX è prossima al lancio del nuovo servizio AnticipaMI, l’innovativo servizio di anticipo fatture digitale, pensato per consentire alle imprese di sbloccare la liquidità delle proprie fatture non scadute, incassandole subito attraverso processi snelli, rapidi, trasparenti e digitali. Scopri di più nell'articolo dedicato al link https://www.youdox.it/2020/07/07/anticipo-fatture-digitale-rivoluzione/oppure richiedi maggiori informazioni scrivendo a info@youdox.it

[1] Si veda l'analisi dell’Osservatorio Credito Confesercenti su dati Banca d’Italia.

Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

 

Anticipo fatture digitale

Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

In risposta ad un mercato del credito tradizionale non all'altezza delle aspettative delle imprese continua la crescita dei canali fintech basati su modelli fully digital. DocuMI si fa protagonista della rivoluzione con AnticipaMI, il nuovo servizio di anticipo fatture digitale ormai prossimo al lancio.

 

La velocità con cui il recente shock pandemico ha accresciuto le già presenti disfunzioni economiche, deteriorando ulteriormente il quadro di incertezze legate all’erogazione del credito, ha riportato ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della digitalizzazione dei processi di gestione del credito.

Mentre le imprese italiane hanno investito moltissimo negli ultimi anni nella c.d. digital transformation, con il vantaggio di aver visto aumentare sensibilmente l’efficienza dei propri modelli e processi di business, il mercato “tradizionale” del credito non si è dimostrato altrettanto all’altezza delle aspettative delle imprese, in quanto ancora legato a schemi burocratici analogici poco efficienti.

 

La crescita dei canali fintech: i modelli fully digital alternativi a quelli bancari

La ridotta capacità dei canali tradizionali di accesso al credito di rispondere ai bisogni delle imprese è solo uno dei tanti problemi che, negli ultimi anni, e in particolar modo negli ultimi mesi, ha spinto la crescita dei canali fintech alternativi a quelli bancari, costruiti su modelli agili e fully digital, in grado di disintermediare i canonici rapporti di forza oggi presenti sul mercato.

I dati, di fatto, parlano chiaro. Se a livello globale, secondo alcune stime[1], “le transazioni avvenute nel settore alla fine dell’anno toccheranno quota 291,4 miliardi di dollari, in crescita del 9,1% anno su anno, e continueranno a crescere sino a raggiungere i 396,8 miliardi nel 2024”, a livello di mercato domestico il fintech italiano è in ritardo, ma “si muove coerentemente ai trend globali con un’elevata dinamicità mostrando uno scenario positivo e promettente e chiudendo progressivamente il gap con lo scenario globale[2].

Proprio il momento cruciale che stiamo vivendo, per altro, unitamente alla potenziale crescita esponenziale della domanda di credito, potrebbe portare a un aumento significativo nell’utilizzo da parte delle imprese di strumenti e servizi digitali fintech, a scapito dell’offerta tradizionale[3].

Strumenti e servizi veloci e flessibili, che consentano alle imprese di dimenticare l'eccessiva burocrazia, abbattere le tempistiche e garantire l'accesso a liquidità immediata in modalità digitale, senza mai perdere di vista la sicurezza.

 

Trasparenza, semplificazione e flessibilità: è in arrivo AnticipaMI, il nuovo servizio di anticipo fatture digitale DocuMI

E' proprio nell'ottica di semplificare e velocizzare l'accesso al credito che DocuMI ha scelto di mettere a disposizione dei propri Clienti, AnticipaMI, il nuovo servizio fintech di anticipo fatture digitale.

AnticipaMI nasce per coniugare i vantaggi dell'immissione di liquidità in modo semplice e flessibile con un notevole risparmio di tempo e con l'assenza di vincoli e  burocrazia.

Grazie al servizio di anticipo fatture digitale, a cui sarà possibile accedere direttamente dal portale YouDOX, l'azienda sarà in grado di abbattere le tempistiche e ridurre i costi di accesso al credito grazie alla:

  • Velocità di presentazione delle richieste: tutto il processo di selezione e cessione delle fatture avviene online sul portale di fatturazione elettronica YouDOX;
  • Rapidità dei feedback: l'ammissibilità delle fatture oggetto di cessione è tipicamente verificata entro un giorno lavorativo;
  • Flessibilità nella gestione delle fatture: non esistono impegni pre-determinati. Sarà l'azienda a scegliere, a seconda delle necessità, quante e quali fatture cedere;
  • Immediatezza nell'accesso alla liquidità ricercata: una volta ceduto il credito, l’impresa incasserà il 90% del valore della fattura entro 48 h;
  • Efficienza nelle modalità di gestione: l'azienda potrà monitorare in modo semplice e intuitivo l'andamento delle operazioni direttamente da YouDOX.

AnticipaMI è trasparenza, semplificazione, flessibilità e sicurezza. Un nuovo modello di gestione del credito flessibile, integrato ai processi di fatturazione elettronica e completamente digitale.

Una modalità innovativa per garantire la crescita aziendale, migliorare bilancio e rating bancario e rendere più efficiente la gestione del cash-flow grazie all'anticipo fatture digitale.

 

Desideri maggiori informazioni su come attivare il servizio? Vuoi approfondire la possibilità di cedere i tuoi crediti commerciali tramite AnticipaMI? Contattaci!

 

 

[1] Si veda la recente ricerca condotta da AksjeBloggen.

[2] Si veda il report Fintech 2020 di PWC.

[3] Si veda sempre il report Fintech 2020 di PWC.

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

 

Fatturazione elettronica europea

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

L’evoluzione della normativa, gli standard ed il ruolo di PEPPOL nei processi di fatturazione elettronica europea

 

Ad oggi Enti pubblici e privati ​​che operano nei diversi Stati membri dell'UE devono implementare processi e sistemi complessi a causa delle differenze in standard tecnici e requisiti legali, che aumentano notevolmente i costi di setup e manutenzione dei sistemi di fatturazione elettronica.

A fronte di ciò come stanno evolvendo il panorama normativo, le soluzioni a disposizione ed il ruolo di PEPPOL per assicurare un efficiente scambio digitale di documenti nel public procurement e nel B2B?

 

Fatturazione elettronica europea: dall’emergenza sanitaria un’ulteriore spinta verso il mercato unico digitale

Nello scenario attuale appare inevitabile che il boost alla digitalizzazione già in atto, innescato ulteriormente dall’emergenza sanitaria in corso e dall’obbligo di distanziamento sociale, produrrà un’accelerazione nel percorso di implementazione della fatturazione elettronica europea.

E’ evidente, infatti, che l’efficienza riscontrata nella sempre più frequente gestione dei flussi documentali in modalità digitale, debba essere replicata anche nella gestione dei processi di fatturazione all’interno dell’Unione Europea, abilitando così workflow fluidi ed efficaci.

Attualmente ciascuno stato membro dell’Unione sta portando avanti in autonomia la regolamentazione, tecnico e normativa, dei processi di fatturazione elettronica tra soggetti pubblici e privati.

Nonostante l’eterogeneità dello scenario, il quadro normativo di riferimento, gli standard e i framework disponibili costituiscono una base sufficientemente chiara e completa per una reale e rapida diffusione di un modello standard di fatturazione elettronica in Europa.

Un modello unico di fatturazione elettronica europea promuoverà commercio transfrontaliero, organizzazione, innovazione ed efficienza, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni. L'utilizzo della fatturazione elettronica nel settore pubblico, infatti, modernizzerà le Pubbliche Amministrazioni, fornendo agli Stati membri vantaggi significativi sotto forma di abbattimento dei costi, ridotto impatto ambientale, semplificazione delle procedure amministrative e maggiore trasparenza fiscale.

L’obiettivo è quello di trasformare 28 mercati nazionali in un unico mercato digitale, superando le attuali barriere alle transazioni online pubbliche e private.

 

La Direttiva 2014/55 e l’introduzione dello standard di fatturazione elettronica europea

La Direttiva 2014/55, pubblicata il 16 aprile 2014, stabilisce uno standard di fatturazione elettronica europea per garantire l'interoperabilità tra Stati membri con l'obiettivo di razionalizzare gli appalti pubblici ed il commercio elettronico transfrontaliero.

L'organismo responsabile della creazione di questo standard europeo è il Comitato europeo di standardizzazione (Comitato europeo di normalizzazione o CEN).

L'attuazione della norma europea ha l’obiettivo di promuovere l'utilizzo della fatturazione elettronica nel public procurement e nel cross border trade: gli Stati membri dovranno adottare, pubblicare e attuare le leggi e regolamenti per agire in conformità con la Direttiva stessa.

Dal 18 aprile 2019 vige l’obbligo per le Pubbliche Amministrazione e gli Enti aggiudicatori centrali di ricevere ed emettere fatture nei formati XML UBL (Universal Business Language) 2.1 e CII (Cross Industry Invoice) 16B, ovvero conformi alla norma tecnica europea EN 16931 del 2017.

A partire dal 18 aprile 2020, l’obbligo di adeguarsi allo standard europeo viene esteso anche alle Pubbliche Amministrazioni locali, ad eccezione delle forniture di beni o servizi nei settori della difesa e della sicurezza.

Da tale data, tutte le Pubbliche Amministrazioni europee devono obbligatoriamente essere in grado di gestire la fattura elettronica europea, così da superare le problematiche legate all’utilizzo di diversi sistemi di fatturazione nei singoli paesi.

Tale cambiamento apre le porte a moltissime aziende che, a fronte degli adempimenti necessari per partecipare ad una gara internazionale, sperimentavano non poche difficoltà nel trovare risorse e nell’affrontare i costi di completamento dell’iter e adeguamento dei processi.

L’Unione Europea ha quindi identificato nei formati XML UBL e nella rete Peppol gli strumenti necessari per semplificare le gare pubbliche comunitarie, garantendo l’interoperabilità a livello internazionale.

Ora sarà compito delle aziende adeguarsi e sfruttare la standardizzazione in atto per espandere il proprio business e migliorare il proprio posizionamento.

 

Lo standard europeo e la piattaforma PEPPOL

Al fine di garantire la massima interoperabilità tra tutti gli stati membri, il Comitato Europeo di standardizzazione di definire gli standard per la fatturazione elettronica europea.

Una volta riconosciuto uno standard europeo tutte le aziende saranno in grado vendere i loro prodotti e servizi in un singolo digital market europeo.
La decisione di limitare il numero di formati per l'implementazione di un modello di fatturazione elettronica europea ha lo scopo di semplificarne l’adozione e l’utilizzo.

Le due sintassi approvate dal CEN sono le seguenti:

  • UN/CEFACT Cross Industry Invoice XML come specificato nello schema XML 16B (SCRDM – CII)
  • UBL come definito nella ISO/IEC 19845:2015

Pubbliche Amministrazioni europee e loro fornitori dovranno quindi scambiarsi fatture elettroniche il cui formato sia in linea con gli standard e le sintassi approvate.

L’infrastruttura di rete sviluppata per sfruttare a pieno lo standard UBL 2.1 e garantire l’interscambio di fatture aventi lo stesso formato in tutta Europa è la piattaforma PEPPOL (Pan-European Public Procurement On-Line).

PEPPOL consente lo scambio di diverse tipologie documentali (fatture, ordini, ddt, listini) nell’ambito delle relazioni di business B2G e B2B in tutta Europa attraverso Access Point messi a disposizione da provider certificati, come DocuMI Srl.

Un esempio concreto di utilizzo dell’infrastruttura PEPPOL in Italia è rappresentato dall’invio e dalla ricezione di ordini elettronici da parte delle aziende fornitrici degli Enti appartenenti al SSN nazionale, obbligatorio dal 1° febbraio 2020.

In questo caso, infatti, gli ordini viaggiano su network Peppol, veicolati da provider abilitati che costituiscono gli Access point alla rete.

La logica di funzionamento della piattaforma PEPPOL è pertanto speculare a quella che regola lo scambio di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.

Così come nell’ambito dei processi di fatturazione elettronica in Italia le imprese hanno identificato specifici provider che gestiscono un canale accreditato al SdI, così le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali e le imprese private aggiudicatrici dovranno rivolgersi ad Access Point certificati per gestire efficacemente invio, ricezione e monitoraggio delle fatture elettroniche europee.

In Italia PEPPOL è stato introdotto da AgID, che riveste il ruolo di PEPPOL Authority definendo le regole tecniche per l’interoperabilità dei sistemi, oordinando le attività necessarie all’adozione della piattaforma e certificando le aziende che mirano a diventare Access Point.

Oltre all’Italia PEPPOL è attualmente operativo nel Regno Unito, Francia, Norvegia, Paesi Bassi, Austria, Italia, Belgio e altri paesi.

Il vero obiettivo nel breve-medio termine, quindi, sarà quello di mettere a fattor comune le esperienze maturate a livello nazionale e nell’ambito del procurement pubblico europeo, per portare tali modelli nel settore privato e creare un unico grande mercato digitale.

 

DocuMI Srl è un International Certified Peppol Access Point abilitato a gestire l’invio e la ricezione di ordini elettronici in Italia via Peppol/NSO e l’invio di fatture elettroniche alle Pubbliche Amministrazioni Europee, con progetti di fatturazione attivi verso Croazia, Francia, Finlandia e Portogallo.

Sei alla ricerca di un PEPPOL Access Point certificato? Contattaci per maggiori informazioni!

Ti sei perso le novità che verranno introdotte nel formato XML utilizzato in Italia, a partire dal 1° gennaio 2021? Guarda il nostro Webinar dedicato!

 

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