Senza categoria

Home / Archive by category "Senza categoria"
Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

 

Anticipo fatture digitale

Rivoluzione fintech: l’alternativa al canale bancario che cresce inarrestabile

In risposta ad un mercato del credito tradizionale non all'altezza delle aspettative delle imprese continua la crescita dei canali fintech basati su modelli fully digital. DocuMI si fa protagonista della rivoluzione con AnticipaMI, il nuovo servizio di anticipo fatture digitale ormai prossimo al lancio.

 

La velocità con cui il recente shock pandemico ha accresciuto le già presenti disfunzioni economiche, deteriorando ulteriormente il quadro di incertezze legate all’erogazione del credito, ha riportato ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della digitalizzazione dei processi di gestione del credito.

Mentre le imprese italiane hanno investito moltissimo negli ultimi anni nella c.d. digital transformation, con il vantaggio di aver visto aumentare sensibilmente l’efficienza dei propri modelli e processi di business, il mercato “tradizionale” del credito non si è dimostrato altrettanto all’altezza delle aspettative delle imprese, in quanto ancora legato a schemi burocratici analogici poco efficienti.

 

La crescita dei canali fintech: i modelli fully digital alternativi a quelli bancari

La ridotta capacità dei canali tradizionali di accesso al credito di rispondere ai bisogni delle imprese è solo uno dei tanti problemi che, negli ultimi anni, e in particolar modo negli ultimi mesi, ha spinto la crescita dei canali fintech alternativi a quelli bancari, costruiti su modelli agili e fully digital, in grado di disintermediare i canonici rapporti di forza oggi presenti sul mercato.

I dati, di fatto, parlano chiaro. Se a livello globale, secondo alcune stime[1], “le transazioni avvenute nel settore alla fine dell’anno toccheranno quota 291,4 miliardi di dollari, in crescita del 9,1% anno su anno, e continueranno a crescere sino a raggiungere i 396,8 miliardi nel 2024”, a livello di mercato domestico il fintech italiano è in ritardo, ma “si muove coerentemente ai trend globali con un’elevata dinamicità mostrando uno scenario positivo e promettente e chiudendo progressivamente il gap con lo scenario globale[2].

Proprio il momento cruciale che stiamo vivendo, per altro, unitamente alla potenziale crescita esponenziale della domanda di credito, potrebbe portare a un aumento significativo nell’utilizzo da parte delle imprese di strumenti e servizi digitali fintech, a scapito dell’offerta tradizionale[3].

Strumenti e servizi veloci e flessibili, che consentano alle imprese di dimenticare l'eccessiva burocrazia, abbattere le tempistiche e garantire l'accesso a liquidità immediata in modalità digitale, senza mai perdere di vista la sicurezza.

 

Trasparenza, semplificazione e flessibilità: è in arrivo AnticipaMI, il nuovo servizio di anticipo fatture digitale DocuMI

E' proprio nell'ottica di semplificare e velocizzare l'accesso al credito che DocuMI ha scelto di mettere a disposizione dei propri Clienti, AnticipaMI, il nuovo servizio fintech di anticipo fatture digitale.

AnticipaMI nasce per coniugare i vantaggi dell'immissione di liquidità in modo semplice e flessibile con un notevole risparmio di tempo e con l'assenza di vincoli e  burocrazia.

Grazie al servizio di anticipo fatture digitale, a cui sarà possibile accedere direttamente dal portale YouDOX, l'azienda sarà in grado di abbattere le tempistiche e ridurre i costi di accesso al credito grazie alla:

  • Velocità di presentazione delle richieste: tutto il processo di selezione e cessione delle fatture avviene online sul portale di fatturazione elettronica YouDOX;
  • Rapidità dei feedback: l'ammissibilità delle fatture oggetto di cessione è tipicamente verificata entro un giorno lavorativo;
  • Flessibilità nella gestione delle fatture: non esistono impegni pre-determinati. Sarà l'azienda a scegliere, a seconda delle necessità, quante e quali fatture cedere;
  • Immediatezza nell'accesso alla liquidità ricercata: una volta ceduto il credito, l’impresa incasserà il 90% del valore della fattura entro 48 h;
  • Efficienza nelle modalità di gestione: l'azienda potrà monitorare in modo semplice e intuitivo l'andamento delle operazioni direttamente da YouDOX.

AnticipaMI è trasparenza, semplificazione, flessibilità e sicurezza. Un nuovo modello di gestione del credito flessibile, integrato ai processi di fatturazione elettronica e completamente digitale.

Una modalità innovativa per garantire la crescita aziendale, migliorare bilancio e rating bancario e rendere più efficiente la gestione del cash-flow grazie all'anticipo fatture digitale.

 

Desideri maggiori informazioni su come attivare il servizio? Vuoi approfondire la possibilità di cedere i tuoi crediti commerciali tramite AnticipaMI? Contattaci!

 

 

[1] Si veda la recente ricerca condotta da AksjeBloggen.

[2] Si veda il report Fintech 2020 di PWC.

[3] Si veda sempre il report Fintech 2020 di PWC.

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

 

Fatturazione elettronica europea

Fatturazione elettronica europea: l’e-invoicing nel public procurement e nel cross border trade

L’evoluzione della normativa, gli standard ed il ruolo di PEPPOL nei processi di fatturazione elettronica europea

 

Ad oggi Enti pubblici e privati ​​che operano nei diversi Stati membri dell'UE devono implementare processi e sistemi complessi a causa delle differenze in standard tecnici e requisiti legali, che aumentano notevolmente i costi di setup e manutenzione dei sistemi di fatturazione elettronica.

A fronte di ciò come stanno evolvendo il panorama normativo, le soluzioni a disposizione ed il ruolo di PEPPOL per assicurare un efficiente scambio digitale di documenti nel public procurement e nel B2B?

 

Fatturazione elettronica europea: dall’emergenza sanitaria un’ulteriore spinta verso il mercato unico digitale

Nello scenario attuale appare inevitabile che il boost alla digitalizzazione già in atto, innescato ulteriormente dall’emergenza sanitaria in corso e dall’obbligo di distanziamento sociale, produrrà un’accelerazione nel percorso di implementazione della fatturazione elettronica europea.

E’ evidente, infatti, che l’efficienza riscontrata nella sempre più frequente gestione dei flussi documentali in modalità digitale, debba essere replicata anche nella gestione dei processi di fatturazione all’interno dell’Unione Europea, abilitando così workflow fluidi ed efficaci.

Attualmente ciascuno stato membro dell’Unione sta portando avanti in autonomia la regolamentazione, tecnico e normativa, dei processi di fatturazione elettronica tra soggetti pubblici e privati.

Nonostante l’eterogeneità dello scenario, il quadro normativo di riferimento, gli standard e i framework disponibili costituiscono una base sufficientemente chiara e completa per una reale e rapida diffusione di un modello standard di fatturazione elettronica in Europa.

Un modello unico di fatturazione elettronica europea promuoverà commercio transfrontaliero, organizzazione, innovazione ed efficienza, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni. L'utilizzo della fatturazione elettronica nel settore pubblico, infatti, modernizzerà le Pubbliche Amministrazioni, fornendo agli Stati membri vantaggi significativi sotto forma di abbattimento dei costi, ridotto impatto ambientale, semplificazione delle procedure amministrative e maggiore trasparenza fiscale.

L’obiettivo è quello di trasformare 28 mercati nazionali in un unico mercato digitale, superando le attuali barriere alle transazioni online pubbliche e private.

 

La Direttiva 2014/55 e l’introduzione dello standard di fatturazione elettronica europea

La Direttiva 2014/55, pubblicata il 16 aprile 2014, stabilisce uno standard di fatturazione elettronica europea per garantire l'interoperabilità tra Stati membri con l'obiettivo di razionalizzare gli appalti pubblici ed il commercio elettronico transfrontaliero.

L'organismo responsabile della creazione di questo standard europeo è il Comitato europeo di standardizzazione (Comitato europeo di normalizzazione o CEN).

L'attuazione della norma europea ha l’obiettivo di promuovere l'utilizzo della fatturazione elettronica nel public procurement e nel cross border trade: gli Stati membri dovranno adottare, pubblicare e attuare le leggi e regolamenti per agire in conformità con la Direttiva stessa.

Dal 18 aprile 2019 vige l’obbligo per le Pubbliche Amministrazione e gli Enti aggiudicatori centrali di ricevere ed emettere fatture nei formati XML UBL (Universal Business Language) 2.1 e CII (Cross Industry Invoice) 16B, ovvero conformi alla norma tecnica europea EN 16931 del 2017.

A partire dal 18 aprile 2020, l’obbligo di adeguarsi allo standard europeo viene esteso anche alle Pubbliche Amministrazioni locali, ad eccezione delle forniture di beni o servizi nei settori della difesa e della sicurezza.

Da tale data, tutte le Pubbliche Amministrazioni europee devono obbligatoriamente essere in grado di gestire la fattura elettronica europea, così da superare le problematiche legate all’utilizzo di diversi sistemi di fatturazione nei singoli paesi.

Tale cambiamento apre le porte a moltissime aziende che, a fronte degli adempimenti necessari per partecipare ad una gara internazionale, sperimentavano non poche difficoltà nel trovare risorse e nell’affrontare i costi di completamento dell’iter e adeguamento dei processi.

L’Unione Europea ha quindi identificato nei formati XML UBL e nella rete Peppol gli strumenti necessari per semplificare le gare pubbliche comunitarie, garantendo l’interoperabilità a livello internazionale.

Ora sarà compito delle aziende adeguarsi e sfruttare la standardizzazione in atto per espandere il proprio business e migliorare il proprio posizionamento.

 

Lo standard europeo e la piattaforma PEPPOL

Al fine di garantire la massima interoperabilità tra tutti gli stati membri, il Comitato Europeo di standardizzazione di definire gli standard per la fatturazione elettronica europea.

Una volta riconosciuto uno standard europeo tutte le aziende saranno in grado vendere i loro prodotti e servizi in un singolo digital market europeo.
La decisione di limitare il numero di formati per l'implementazione di un modello di fatturazione elettronica europea ha lo scopo di semplificarne l’adozione e l’utilizzo.

Le due sintassi approvate dal CEN sono le seguenti:

  • UN/CEFACT Cross Industry Invoice XML come specificato nello schema XML 16B (SCRDM – CII)
  • UBL come definito nella ISO/IEC 19845:2015

Pubbliche Amministrazioni europee e loro fornitori dovranno quindi scambiarsi fatture elettroniche il cui formato sia in linea con gli standard e le sintassi approvate.

L’infrastruttura di rete sviluppata per sfruttare a pieno lo standard UBL 2.1 e garantire l’interscambio di fatture aventi lo stesso formato in tutta Europa è la piattaforma PEPPOL (Pan-European Public Procurement On-Line).

PEPPOL consente lo scambio di diverse tipologie documentali (fatture, ordini, ddt, listini) nell’ambito delle relazioni di business B2G e B2B in tutta Europa attraverso Access Point messi a disposizione da provider certificati, come DocuMI Srl.

Un esempio concreto di utilizzo dell’infrastruttura PEPPOL in Italia è rappresentato dall’invio e dalla ricezione di ordini elettronici da parte delle aziende fornitrici degli Enti appartenenti al SSN nazionale, obbligatorio dal 1° febbraio 2020.

In questo caso, infatti, gli ordini viaggiano su network Peppol, veicolati da provider abilitati che costituiscono gli Access point alla rete.

La logica di funzionamento della piattaforma PEPPOL è pertanto speculare a quella che regola lo scambio di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio.

Così come nell’ambito dei processi di fatturazione elettronica in Italia le imprese hanno identificato specifici provider che gestiscono un canale accreditato al SdI, così le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali e le imprese private aggiudicatrici dovranno rivolgersi ad Access Point certificati per gestire efficacemente invio, ricezione e monitoraggio delle fatture elettroniche europee.

In Italia PEPPOL è stato introdotto da AgID, che riveste il ruolo di PEPPOL Authority definendo le regole tecniche per l’interoperabilità dei sistemi, oordinando le attività necessarie all’adozione della piattaforma e certificando le aziende che mirano a diventare Access Point.

Oltre all’Italia PEPPOL è attualmente operativo nel Regno Unito, Francia, Norvegia, Paesi Bassi, Austria, Italia, Belgio e altri paesi.

Il vero obiettivo nel breve-medio termine, quindi, sarà quello di mettere a fattor comune le esperienze maturate a livello nazionale e nell’ambito del procurement pubblico europeo, per portare tali modelli nel settore privato e creare un unico grande mercato digitale.

 

DocuMI Srl è un International Certified Peppol Access Point abilitato a gestire l’invio e la ricezione di ordini elettronici in Italia via Peppol/NSO e l’invio di fatture elettroniche alle Pubbliche Amministrazioni Europee, con progetti di fatturazione attivi verso Croazia, Francia, Finlandia e Portogallo.

Sei alla ricerca di un PEPPOL Access Point certificato? Contattaci per maggiori informazioni!

Ti sei perso le novità che verranno introdotte nel formato XML utilizzato in Italia, a partire dal 1° gennaio 2021? Guarda il nostro Webinar dedicato!

 

Smobilizzare i crediti commerciali attraverso l’anticipo fatture digitale

Smobilizzare i crediti commerciali attraverso l’anticipo fatture digitale

Anticipo fatture digitale

 

Smobilizzare i crediti commerciali attraverso l'anticipo fatture digitale

Come ottenere liquidità immediata attraverso l’anticipo fatture digitale YouDOX

 

In Italia una parte significativa del valore totale delle vendite B2B avviene a credito ed i tempi medi concessi per il pagamento aumentano di anno in anno.

Il tempo medio di incasso delle fatture, infatti, è pari a 72 giorni dalla data fattura[1] e 63 aziende su 100 pagano in ritardo i propri fornitori[2].  Inoltre, la percentuale di pagamenti scaduti risulta essere in costante aumento.

Nello specifico sono le PMI in Italia a registrare i tempi di incasso più lunghi per quanto riguarda i pagamenti insoluti (oltre 90 giorni dopo la data di scadenza)[3].

Per le imprese e gli imprenditori italiani dover bilanciare la necessità di liquidità con le problematiche legate al ritardo nel pagamento da parte dei clienti non rappresenta quindi una novità, bensì una sfida quotidiana.

I problemi di liquidità delle imprese italiane, infatti, sono spesso esasperati da un cattivo comportamento nei pagamenti da parte dei clienti, che mette a dura prova il flusso di cassa e frena la crescita, oltre che dalla costante riduzione del credito bancario a breve termine.

Tale scenario risulta ancor più evidente in contesti storici come quello attuale, caratterizzato dalle difficoltà, trasversali a più mercati, connesse all’emergenza sanitaria in corso.

Pertanto se da un lato politiche creditizie più flessibili nei confronti dei clienti, unite all’aumento delle vendite a credito, mirano a stimolare le vendite nel mercato di riferimento, dall’altro risulta necessario per le imprese identificare strumenti agili, veloci e sicuri per smobilizzare e finanziare i crediti commerciali senza passare dall’iter bancario nonché dalle tempistiche e dai vincoli da esso previsti.

Strumenti e servizi, come l'anticipo fatture digitale, che consentano alle imprese di finanziare il capitale circolante ottenendo liquidità in tempi brevi e attraverso processi snelli, potendo così pianificare il flusso di cassa e gli investimenti per la crescita.

 

Dalla fatturazione elettronica all’anticipo fatture digitale: come ottenere liquidità immediata con YouDOX

In questo contesto il ruolo dei provider fintech deve essere quello di abilitare le imprese all’utilizzo di modelli di accesso alla liquidità fluidi, dinamici e digitali.

Servono servizi rapidi, ai quali accedere in pochi click, in grado di mettere a disposizione in un paio di giorni le risorse finanziarie necessarie senza costi nascosti ne vincoli contrattuali.

Servizi che si discostino in modo innovativo dai modelli tradizionali, abbattendo le tipiche barriere d’accesso al credito e consentendo alle imprese di svincolarsi da passaggi eccessivamente lunghi, impegni predeterminati e costi poco chiari ed eccessivi.

E’ in questo scenario che si inserirà il nuovo servizio fintech DocuMI ormai prossimo al lancio sul mercato, dedicato alle imprese attive sul servizio di fatturazione elettronica YouDOX.

Un servizio di anticipo fatture digitale che consentirà di trasformare le proprie fatture in liquidità immediata, smobilizzando i propri crediti commerciali in modo più semplice e flessibile rispetto agli istituti bancari.

Attraverso il portale online YouDOX l’impresa potrà cedere le proprie fatture non ancora scadute in modo facile, veloce e sicuro incassando subito il 90% del credito commerciale e il saldo al pagamento del cliente, migliorando significativamente cash-flow e stato patrimoniale.

Il tutto in modalità fully digital, senza burocrazia e con la massima flessibilità e trasparenza: trasformare le proprie fatture in liquidità e ottenere la crescita desiderata sarà finalmente a portata di click.

Con l’introduzione del servizio di anticipo fatture digitale YouDOX si prepara a rappresentare un nuovo concetto di soluzione per la gestione del business, in grado di portare innovazione ed efficienza trasversalmente a più ambiti strategici, dai processi di fatturazione, alla compliance fino alla gestione finanziaria.

Vuoi scoprire se la tua azienda ha i requisiti per accedere al servizio? Contattaci!

Se ti è piaciuto l'articolo, scopri ulteriori contenuti interessanti nel blog YouDOX.

 

[1] Fonte: Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento a livello internazionale (2019)

[2] Fonte: Studio pagamenti Cribis 2018

[3] Fonte: Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento a livello internazionale (2019)

Trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti

Trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti

La trasmissione telematica dei corrispettivi carburante all’Agenzia delle Dogane

La trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti all’Agenzia delle Dogane

Facciamo il punto sull’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti a partire dal 1° settembre 2020.

 

Trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti: il quadro normativo di riferimento

Le regole tecniche per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi carburante sono state definite nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 maggio 2018 , d’intesa con l’Agenzia delle dogane e monopoli, a sua volta modificato dal provvedimento del 30 dicembre 2019.

Il provvedimento N.171426 del 22 aprile 2020 (link), a fronte dell’emergenza sanitaria nazionale “Covid-19”, va a modificare il calendario previsto per l’invio dei corrispettivi carburante, prorogando i termini di avvio per la memorizzazione e trasmissione elettronica e prevedendo partenze differenziate.

 

L’invio corrispettivi carburanti: il calendario previsto e i soggetti coinvolti

I gestori di impianti di erogazione di gasolio e benzina, destinati a essere utilizzati come carburanti per motori, che nel 2018 hanno erogato complessivamente volumi per una quantità superiore a 1,5 milioni di litri saranno i primi ad effettuare la trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti, a partire dal 1° settembre 2020.

Per i gestori che nel 2018 hanno erogato complessivamente benzina e gasolio, destinati a essere utilizzati come carburanti per motore, fino a 1,5 milioni di litri l’invio dei corrispettivi telematici parte il 1° gennaio 2021.

 

Con che frequenza andranno inviati telematicamente i corrispettivi carburanti?

La frequenza di trasmissione dei corrispettivi telematici per i distributori di carburante rimarrà invariata. I corrispettivi oil andranno inviati telematicamente all’Agenzia delle Dogane entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento per coloro i quali effettuano la liquidazione periodica Iva con cadenza trimestrale ed entro l’ultimo giorno del mese successivo al mese di riferimento per coloro che attuano la liquidazione mensile dell’Iva.

 

Quali dati trasmettere e come effettuare la trasmissione telematica dei corrispettivi carburanti

I dati da memorizzare elettronicamente e trasmettere on line sono relativi ai corrispettivi giornalieri derivanti da cessioni di benzina e gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori.

L’invio dei corrispettivi carburante dovrà essere diretto all’Agenzia delle Dogane, che poi li metterà a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il “Tracciato unico - Cessione carburanti & Registro C_S”, già predisposto per la successiva digitalizzazione del registro cartaceo di carico/scarico tenuto dai distributori (cfr. comma 5, art. 25 del Decreto Legislativo del 26 ottobre 1995 n. 504). I messaggi XML trasmessi dovranno essere firmati digitalmente.

Al fine di trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi carburanti e verificarne l’esito della trasmissione sarà necessario effettuare preventivamente l’accreditamento ai servizi digitali per la trasmissione dei dati dei corrispettivi, accedendo al Portale Unico delle Dogane attraverso le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o CNS (Carta Nazione dei Servizi).

Gli operatori o i loro delegati, quindi, dovranno essere accreditati ai servizi digitali delle Dogane e l’accesso ai servizi cooperativi si articolerà in due fasi ben distinte, autenticazione e autorizzazione così come già avviene per l’accesso ai servizi web on-line;

In particolare l’accesso ai web services è consentito ai soli utenti in possesso di uno specifico “Certificato di Autenticazione” rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e l’utilizzo dello specifico servizio è sottoposto al preventivo controllo di autorizzazione del singolo utente richiedente.

Maggiori informazioni sono disponibili consultando il manuale operativo messo a disposizione dall’Agenzia delle Dogane.

 

La sostituzione del registro carico e scarico cartaceo con il registro telematico

Con la determinazione del 21 marzo 2019 l'Agenzia delle Dogane ha definito le regole che andranno osservate dagli impianti di distribuzione stradale di carburante che operano nella cosiddetta modalità ̀ non presidiata (e quindi in self-service, i cosiddetti impianti ghost) per la sostituzione obbligatoria del registro cartaceo di carico e scarico con quello telematico.

Anche in questo caso i dati dovranno essere inviati nel tracciato XML prestabilito dall’Agenzia delle Dogane (lo stesso tracciato utilizzato per l’invio telematico dei corrispettivi carburanti).

Gli invii telematici giornalieri dei dati di carico e scarico dei carburanti dovranno essere effettuati con cadenza giornaliera ed entro la mezzanotte del giorno successivo.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Scopri ulteriori contenuti interessanti nel blog YouDOX!

Fattura elettronica: al via dal 1° gennaio 2021 il nuovo tracciato

Fattura elettronica: al via dal 1° gennaio 2021 il nuovo tracciato

Aggiornamento al tracciato XML 1.6 fattura elettronica

Fattura elettronica: al via dal 1° gennaio 2021 il nuovo tracciato XML

 

Il 28 febbraio, con provvedimento direttoriale n. 99922, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto all’aggiornamento del documento di specifiche tecniche alla versione 1.6. L’aggiornamento del tracciato si è reso necessario per preparare le future semplificazioni amministrative relative alla dichiarazione dei redditi per le persone giuridiche, alla predisposizione automatica delle bozze delle liquidazioni IVA e, successivamente, alla pre-compilazione di Libri e Registri contabili [1]

Con provvedimento n. 166579/2020 del 20 aprile 2020, in considerazione dell'emergenza Covid, l’Agenzia delle Entrate aggiorna le specifiche tecniche (versione 1.6) approvate con il provvedimento n. 99922 del 28 febbraio 2020, consentendone l’utilizzo a decorrere dal 1° ottobre 2020.

 

– di Francesco Foglio | Aprile 2020

 

Oltre a questo, l’aggiornamento del tracciato si propone lo scopo di meglio dettagliare alcune tipologie documentali e collegati codici natura, al fine di superare l’utilizzo di note testuali o semplici richiami normativi, in favore di un miglior approccio all’automatismo di processo contabile. Ecco quindi, come si vedrà oltre, che i nuovi codici terranno conto, tra gli altri, dei contributi Inps, Enasarco ed Enpam e, in dettaglio, delle operazioni non imponibili e di quelle in reverse charge.

 

1. L’ambito di applicazione

Come specificato nel provvedimento direttoriale 99922, “per garantire la continuità dei servizi e il graduale adeguamento alle nuove specifiche, la trasmissione al Sistema di Interscambio […] e il recapito delle fatture elettroniche sono comunque consentiti fino al 30 settembre 2020 anche secondo le specifiche tecniche approvate con il Provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018”.

Con il successivo provvedimento n. 166579/2020 del 20 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate aggiorna le specifiche tecniche (versione 1.6) approvate con il provvedimento n. 99922 del 28 febbraio 2020, consentendone l’utilizzo a decorrere dal 1° ottobre 2020 e aggiornando la data di partenza dell'obbligatorietà rispetto all'utilizzo del nuovo tracciato al 1° gennaio 2021.

Ciò significa che nel periodo transitorio, dal 1 ottobre 2020 al 31 dicembre 2021, il nuovo tracciato 1.6.1 e il precedente potranno convivere senza problemi. Ovviamente, in tale periodo, SDI applicherà comunque i nuovi controlli formali – che vedremo oltre – al fine di fare corretto fine tuning sulle nuove specifiche. Dal 1° gennaio 2021, invece, SDI accetterà esclusivamente i documenti strutturati con il nuovo tracciato 1.6.1.

 

2. Header e body della fattura (2.1.2 – 2.1.7 – 2.1.8[2])

Per quanto attiene ai dati anagrafici del cedente/prestatore, si segnala la modifica intervenuta al tag IDPaese:

IdPaese: codice del paese assegnante l’identifcativo fiscale al soggetto cedente/prestatore. Se vale IT, il sistema verifica che il TipoDocumento sia diverso da TD17, TD18 e TD19; in caso contrario il file viene scartato con codice errore 00473.

Nei dati generali del body della fattura, invece, è stato meglio specificato il tag DatiRitenuta:

DatiRitenuta (i seguenti elementi vanno valorizzati nei casi in cui sia applicabile la ritenuta o il contributo previdenziale che non è rappresentabile come cassa).

Sempre nel body fattura, dati beni e servizi, è stato così aggiornato il tag DatiRiepilogo:

DatiRiepilogo (dati obbligatori; questo blocco deve essere valorizzato per ogni aliquota IVA e modalità di versamento dell’imposta (“scissione dei pagamenti “ od ordinaria), e/o per ogni natura; questo blocco deve essere presente almeno tante volte per quante sono le diverse aliquote IVA contenute; in caso contrario il file viene scartato con codice errore 00443 o 00444

 

3. Dati generali documento (2.2.9.1)

Alle tipologie documentali già esistenti, sono definite le seguenti nuove:

TD16 Integrazione fattura reverse charge interno

TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero

TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari

TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72

TD20 Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art.6 c.8 d.lgs. 471/97 o art.46 c.5 D.L. 331/93)

TD21 Autofattura per splafonamento TD22 Estrazione beni da Deposito IVA

TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA

TD24 Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, lett. a) TD25 Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, terzo periodo lett. b)

TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art.36 DPR 633/72)

TD27 Fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa

 

Alcune di queste, sono particolarmente significative.

TD17, TD18, TD19 e TD20 avranno impatti sul c.d. esterometro. Già con la sperimentazione al via dal 4 maggio, infatti, sarà possibile utilizzare i codici da 17 a 19 per inviare le integrazioni e le autofatture per acquisti di servizi dall'estero, di beni intracomunitari nonché di beni ceduti nel territorio dello Stato da parte di soggetti non residenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2 del d.P.R. n. 633/72. L’integrazione così realizzata, renderà certamente più semplice ed efficiente la registrazione e la contabilizzazione delle operazioni transfrontaliere. Lato fatture vendita, invece, sarà mantenuto l’utilizzo del TD01.

Con TD20, infine, sarà possibile trasmettere l'autofattura per regolarizzare acquisti intracomunitari quando la relativa fattura non sia stata ricevuta nei termini o qualora riporti un corrispettivo inferiore a quello effettivo.

Importante anche il tipo TD27 che permetterà di gestire in automatico la trasmissione e ricezione dal SDI delle auto-fatture che riportano quale mittente e destinatario lo stesso soggetto. Con questo tipo documento, infatti, sarà possibile evitare che l’autofattura, quando ricevuta dal SDI, sia inserita tra le fatture di acquisto.

 

Quanto alle tipologie di ritenuta, si segnala l’introduzione dei seguenti codici:

RT03 Contributo INPS

RT04 Contributo ENASARCO

RT05 Contributo ENPAM

RT06 Altro contributo previdenziale

 

I codici natura operazione, invece, si arricchiscono dei seguenti (si vedano anche 2.2.10.2 e 4.2.1.2.2[3]):

N2.2 non soggette – altri casi N3.1 non imponibili – esportazioni

N3.2 non imponibili – cessioni intracomunitarie

N3.3 non imponibili – cessioni verso San Marino

N3.4 non imponibili – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione

N3.5 non imponibili – a seguito di dichiarazioni d’intento

N3.6 non imponibili – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond

N6.1 inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero

N6.2 inversione contabile – cessione di oro e argento puro

N6.3 inversione contabile – subappalto nel settore edile

N6.4 inversione contabile – cessione di fabbricati

N6.5 inversione contabile – cessione di telefoni cellulari

N6.6 inversione contabile – cessione di prodotti elettronici

N6.7 inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi

N6.8 inversione contabile – operazioni settore energetico

N6.9 inversione contabile – altri casi

 

Come per le tipologie documentali, anche i nuovi codici natura avranno un impatto importante sulla rappresentazione delle specifiche casistiche di esenzione o non imponibilità. Nello specifico, l’ampliamento delle sotto-categorie di dettaglio, ha riguardato:

-   le operazioni non soggette (N2), che dovranno essere distinte dai casi riconducibili p.e.: agli artt. da 7 a 7-septies del d.P.R. n. 633/72 (N2.1); altri casi di operazioni non soggette (N2.2.);

-   le operazioni non imponibili (N3), che dovranno essere puntualmente specificate secondo la tipologia di cessione: cessioni intracomunitarie (N3.2); cessioni verso San Marino (N3.3); operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (N3.4); a seguito di dichiarazioni d’intento (N3.5); altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond (N3.6);

-   le inversioni contabili (N6), che dovranno essere distinte secondo le differenti tipologie di operazione: cessione di rottami e altri materiali di recupero (N6.1); cessione di oro e argento puro (N6.2); subappalto nel settore edile (N6.3); cessione di fabbricati (N6.4); cessione di telefoni cellulari (N6.5); cessione di prodotti elettronici (N6.6); prestazioni comparto edile e settori connessi (N6.7); operazioni settore energetico (N6.8); altri casi (N6.9).

 

4. I codici errore - Appendice 1

In conseguenza degli aggiornamenti di cui sopra, sono stati aggiunti nuovi codici errore che si presenteranno per il caso specifico di mancato superamento dei controlli sulle nuove tipologie e nature documentali.

 

Verifica di coerenza sul contenuto

La verifica viene effettuata per garantire la coerenza del contenuto degli elementi informativi per come previsto dalle regole tecniche; in caso di mancato rispetto di dette regole, il documento viene rifiutato con le seguenti motivazioni:

- Codice: 00443 Descrizione: non c’è corrispondenza tra i valori indicati nell’elemento

2.2.1.12 <AliquotaIVA> o 2.1.1.7.5 <AliquotaIVA> e quelli dell’elemento 2.2.2.1 <AliquotaIVA> (tutti i valori delle aliquote IVA presenti nelle linee di dettaglio di una fattura o nei dati di cassa previdenziale devono essere presenti anche nei dati di riepilogo) (vale solo per le fatture ordinarie);

- Codice: 00444 Descrizione: non c’è corrispondenza tra i valori indicati nell’elemento

2.2.1.14 <Natura> o 2.1.1.7.7 <Natura> e quelli dell’elemento 2.2.2.2 <Natura> (tutti i valori di natura dell’operazione presenti nelle linee di dettaglio di una fattura o nei dati di cassa previdenziale devono essere presenti anche nei dati di riepilogo) (vale solo per le fatture ordinarie);

- Codice: 00445 (controllo in vigore dal primo gennaio 2021) Descrizione in caso di fatture ordinarie: non è più ammesso il valore generico N2, N3 o N6 come codice natura. Descrizione in caso di fatture semplificate: non è più ammesso il valore generico N2 o N3 come codice natura dell’operazione (a partire dal primo ottobre 2020 non è più consentito utilizzare i codici natura ‘padre’ ma solo quelli di dettaglio, laddove previsti; in particolare per le fatture ordinarie non sono più utilizzabili i codici N2, N3 e N6, mente per quelle semplificate non sono più utilizzabili i codici N2 e N3);

- Codice: 00471 Descrizione: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 il cedente/prestatore non può essere uguale al cessionario/committente (i valori TD16, TD17, TD18, TD19 e TD20 del tipo documento non ammettono l’indicazione in fattura dello stesso soggetto sia come cedente che come cessionario);

(vale solo per le fatture ordinarie)

- Codice: 00472 Descrizione: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 il cedente/prestatore deve essere uguale al cessionario/committente (il tipo documento ‘autofattura per splafonamento’ non ammette l’indicazione in fattura di un cedente diverso dal cessionario) (vale solo per le fatture ordinarie);

- Codice: 00473 Descrizione: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 non è ammesso il valore IT nell’elemento 1.2.1.1.1 (i valori TD17, TD18 e TD19 del tipo documento non ammettono l’indicazione in fattura di un cedente italiano) (vale solo per le fatture ordinarie);

- Codice: 00474 Descrizione: per il valore indicato nell’elemento 2.1.1.1 non sono ammesse linee di dettaglio con l’elemento 2.2.1.12 contenente valore zero (nel tipo documento ‘autofattura per splafonamento’ tutte le linee di dettaglio devo avere un’aliquota IVA diversa da zero) (vale solo per le fatture ordinarie).

 

4.1 Appendice 2 (fatture transfrontaliere)

 

Verifica di coerenza sul contenuto

La verifica viene effettuata per garantire la coerenza del contenuto degli elementi informativi per come previsto dalle regole tecniche; in caso di mancato rispetto di dette regole, il documento viene rifiutato con le seguenti motivazioni:

- Codice: 00448 (controllo in vigore dal primo ottobre 2020) Descrizione: non è più ammesso il valore generico N2, N3 o N6 come codice natura dell’operazione (a partire dal primo gennaio 2021 non è più consentito utilizzare i codici natura ‘padre’ ma solo quelli di dettaglio, laddove previsti; in particolare non sono più utilizzabili i codici N2, N3 e N6)

 

Verifica di validità del contenuto dei dati fattura

- Codice: 00321 Descrizione: In presenza di una partita IVA di gruppo IVA del Cedente/Prestatore occorre valorizzare il Codice Fiscale del Cedente/Prestatore con quello del soggetto partecipante al gruppo;

- Codice: 00325 Descrizione: In presenza di una partita IVA di gruppo IVA del Cessionario/Committente occorre valorizzare il Codice Fiscale del Cessionario/Committente con quello del soggetto partecipante al gruppo.

 

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le news YouDOX? Scopri gli articoli del nostro Blog, iscriviti al nostro canale Youtube oppure seguici su Linkedin!

 


[1] Si veda il decreto fiscale 2020 (art. 16, D.L. n. 124/2019) in cui è previsto, per le sole operazioni poste in essere dal 1° luglio 2020 in avanti, che l’Agenzia delle Entrate metta a disposizione dei contribuenti i registri IVA, degli acquisti e delle fatture emesse, precompilati.

[2] La notazione è riferita ai paragrafi delle specifiche tecniche 1.6

[3] Nel caso dei dati fatture emesse DTE, è stato eliminato il codice natura N6 “inversione contabile (per le operazioni in reverse

charge ovvero nei casi di autofatturazione per acquisti extra UE di servizi ovvero per importazioni di beni nei soli casi previsti

Be our Partner