Fatturazione elettronica forfettari

Fattura elettronica per i forfettari: obbligo in arrivo?

Il Governo sta valutando l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica ai forfettari. La svolta dovrà però ottenere il via libera da parte della Commissione Europea.

In una prospettiva di costante prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, la riforma del fisco 2021, passa al vaglio anche l’ipotesi di rendere obbligatoria la fatturazione elettronica per i forfettari che oggi rappresentano 1,5 milioni di partite IVA.

L’obiettivo del governo è quello di aumentare la tracciabilità potenziando la capacità di recupero fiscale, che l’emergenza sanitaria dell’ultimo anno e mezzo ha indubbiamente compromesso.

Pertanto, tutte le partite Iva, in caso di approvazione della normativa, dovranno inviare fattura elettronica, dotandosi di appositi software e servizi di fatturazione elettronica.

Migrerebbe, così, nell’alveo dell’obbligatorietà, tutta la categoria dei forfettari, che sino ad ora aveva vantato una deroga totale in tal senso.

 

Chi sono i soggetti coinvolti nel regime forfettario?

 

Il regime forfettario, quale regime fiscale sostitutivo dell’IRPEF,  rientra nei regimi fiscali agevolati. Possono accedervi i titolari di partita IVA che, nel rispetto dei requisiti previsti, beneficiano di una tassazione agevolata del 15 per cento, che scende al 5 per cento per le nuove attività.

In particolare, è fissato a 65.000 euro il limite massimo di ricavi o compensi per l’accesso o la permanenza nel regime forfettario per le partite IVA.

Si tratta in definitiva di un regime fiscale agevolato, destinato alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, ed è ovviamente l’ADE a stabilire e definire i requisiti di accesso:

Si dicono appartenenti al regime forfettario tutti i contribuenti che nell’anno precedente hanno, contemporaneamente:

  • conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 65.000 euro (se si esercitano più attività, contraddistinte da codici Ateco differenti, occorre considerare la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate)
  • sostenuto spese per un importo complessivo non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

 

Come anticipato, questi beneficiano di una tassazione agevolata del 15 per cento, per i primi cinque anni di attività in presenza di tali requisiti.

 

Perché conviene la fatturazione elettronica per i forfettari?

Allargando il suo perimetro, la riforma fiscale vira, dunque, verso una digitalizzazione a tutto tondo nel perenne contrasto all’evasione, ipotizzando l’espansione dell’obbligo di fatturazione elettronica.

 

Pertanto se l’ipotesi di tale obbligatorietà dovesse trovare consensi la piccola imprenditoria dovrà fare i conti la fattura elettronica, dotandosi di gestionali per l’invio, la ricezione e la conservazione a norma dei documenti elettronici.

 

La disciplina attuale, ai sensi dell’art. 1, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015, prevede l’esonero, salvo rinuncia, dall’obbligo di fattura elettronica.

 

Infatti, pur essendo di fatto dispensati, ad eccezione dell’invio obbligatorio di fatture elettroniche verso le PA (circolare n. 9/E/2019, § 4.1), i soggetti in regime forfettario, possono, tuttavia rinunciare a tale deroga, optando discrezionalmente per la fatturazione elettronica.

 

Infatti, al fine di incentivare l’adesione spontanea alla fatturazione elettronica, l’art. 1, comma 74, legge n. 190/2014 stabilisce che, per i contribuenti in regime forfettario con un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche, il termine di decadenza per l’accertamento viene ridotto di un anno, passando, quindi, al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione anziché al 31 dicembre del quinto anno.

 

Inoltre, i contribuenti in regime forfettario che decidono di adeguarsi sin da ora alla fatturazione elettronica, possono ovviare alla conservazione delle fatture cartacee, in favore della conservazione digitale a norma delle fatture emesse, evitando, così, costi di stampa e conservazione dei documenti.

 

YouDOX forfettari: il gestionale di fatturazione elettronica per le micro e piccole imprese.

 

YouDOX Forfettari nasce appositamente per consentire alle P.IVA in regime fiscale forfettario di gestire la propria impresa in modo semplice e veloce tenendo sotto controllo fatturazione, vendite, acquisti e scadenze in tempo reale in tempo reale e comunicando con il proprio intermediario fiscale. Un vero e proprio gestionale online per:

 

– creare, gestire e inviare via email fatture analogiche PDF;

– creare, gestire e inviare fatture elettroniche verso la PA;

– ricevere fatture elettroniche;

– verificare in tempo reale l’andamento di vendite e acquisti;

– monitorare e gestire efficacemente incassi, pagamenti e scadenze;

– condividere informazioni in tempo reale sia con i propri collaboratori che con l’intermediario fiscale.

– conservare a norma per 10 anni le fatture elettroniche eventualmente gestite.

Link utili:

YouDOX Forfettari (https://www.youdox.it/gestionale-fatturazione-forfettari/)

Riforma fiscale 2021 – Testo documento conclusivo delle Commissioni Finanze Camera e Lavoro:

( https://www.informazionefiscale.it/IMG/pdf/riforma_fiscale_-_documento_conclusivo_30_giugno_2021.pdf )

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