Obbligo di conservazione del FIR digitale: cosa prevede la normativa

Obbligo di conservazione del FIR digitale: cosa prevede la normativa

Con l’introduzione del FIR digitale e l’avvio operativo del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale della Tracciabilità dei Rifiuti), per molte imprese italiane non cambia solo il formato del formulario, ma nasce un obbligo giuridico preciso: la conservazione digitale a norma del FIR.

Dal 13 febbraio 2026, per i soggetti iscritti al RENTRI, il Formulario di Identificazione del Rifiuto non sarà più un semplice documento operativo, ma un documento informatico con pieno valore legale, soggetto a regole stringenti di conservazione.

Comprendere quando l’obbligo scatta, chi ne è responsabile e quali rischi comporta una gestione non conforme è fondamentale per evitare sanzioni e problemi in fase di controllo.

Qual è la base normativa dell’obbligo di conservazione del FIR digitale

L’obbligo di conservazione del FIR digitale non nasce da una singola norma, ma dall’integrazione di più riferimenti legislativi e tecnici.

In particolare:

Da questa combinazione normativa deriva un principio chiave: il FIR digitale deve essere conservato digitalmente e a norma, non semplicemente archiviato.

Chi è obbligato alla conservazione del FIR digitale

L’obbligo di conservazione del FIR digitale riguarda tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei rifiuti speciali che producono o gestiscono il formulario.

In particolare:

  • produttori iniziali di rifiuti pericolosi e non pericolosi;
  • detentori che conferiscono rifiuti a terzi;
  • trasportatori;
  • intermediari e commercianti senza detenzione;
  • impianti di recupero o smaltimento.

Ogni soggetto è responsabile per i FIR di propria competenza, indipendentemente dal fatto che il documento sia condiviso con altri operatori.

Per quanto tempo è obbligatoria la conservazione del FIR digitale

La durata dell’obbligo di conservazione del FIR è stabilita dall’articolo 193 del D.Lgs. 152/2006.

In sintesi:

  • 3 anni dalla data di compilazione per i rifiuti non pericolosi;
  • 10 anni per i rifiuti pericolosi.

Nel caso del FIR digitale, l’obbligo riguarda l’intero periodo di conservazione, durante il quale il documento deve essere tale da garantire integrità, immodificabilità, leggibilità e massima reperibilità.

Cosa succede in caso di mancata conservazione del FIR digitale

La mancata o errata conservazione del FIR digitale non è una semplice irregolarità formale.

L’articolo 258 del D.Lgs. 152/2006 prevede sanzioni amministrative che possono arrivare:

  • fino a 15.500 euro per i rifiuti pericolosi;
  • anche in presenza di FIR formalmente compilati, ma non conservati correttamente.

Rientrano nei casi di inadempienza:

  • assenza del FIR in fase di controllo;
  • FIR non reperibile o non esibibile;
  • documenti conservati senza un processo conforme;
  • utilizzo di sistemi di archiviazione non idonei.

Controlli sul FIR digitale: cosa viene verificato

Durante le attività di verifica, gli organi di controllo non si limitano a chiedere se il FIR è disponibile ed esibibile, ma verificano come è stato conservato.

In particolare viene verificato:

  • che il FIR digitale sia conservato per il periodo previsto;
  • che sia possibile dimostrarne integrità e immodificabilità;
  • che vengano mostrate le evidenze di conservazione a norma;
  • che il documento sia rapidamente reperibile ed esibibile.

Perché l’archiviazione non basta a rispettare l’obbligo

Uno degli errori più comuni è confondere archiviazione digitale e conservazione digitale a norma.

Salvare il FIR su un server interno, in una cartella cloud, o su un supporto di backup non equivale a rispettare l’obbligo di conservazione previsto dalla normativa.

La conservazione a norma richiede un processo strutturato, formalizzato e conforme alle Linee Guida AgID e al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD – D.Lgs. n. 82/2005) , con responsabilità chiare e tracciabilità nel tempo.

Come adempiere correttamente all’obbligo di conservazione del FIR digitale

Per adempiere correttamente all’obbligo, le aziende devono adottare un sistema di conservazione digitale che garantisca:

  • conformità normativa costante;
  • sicurezza dei dati;
  • reperibilità immediata dei documenti;
  • possibilità di esibizione delle evidenze di conservazione in caso di controllo.

La tua azienda è conforme alla normativa? Per valutare se il processo di conservazione del FIR digitale rispetta gli obblighi vigenti abbiamo preparato una checklist operativa. Scaricala gratuitamente e rispondi alle domande in maniera sincera e obiettiva.

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FAQ – Obbligo conservazione FIR digitale